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Il futuro delle risorse umane? È già iniziato. È quanto emerge dall‘Annual Salary, Benefits and Workplace Trends Survey 2015, indagine internazionale di Randstad che ha coinvolto più di 150 grandi manager e responsabili HR di aziende operanti in diversi settori. La survey, che contiene informazioni sulle tendenze e le innovazioni in tema di cambiamenti organizzativi, assunzioni, retribuzioni e benefit, ha individuato le sfide più importanti da affrontare nei prossimi mesi, che saranno:

  1. incremento delle performance e della produttività
  2. attrazione e gestione dei talenti;
  3. creazione di un buon ambiente di lavoro;
  4. gestione delle tre generazioni in azienda.

 

Risorse umane Quest‘ultimo punto è uno dei temi più attuali: la convivenza tra baby boomers, i nati tra il 1946 e il 1964, la generazione X (1965-80) ela generazione Y (1981-89) dovrà essere affrontata con prontezza dagli addetti delle risorse umane, che saranno chiamati a mantenere il personale motivato e coinvolto predisponendo politiche ad hoc per le tre generazioni. Senza dimenticare l‘ingresso in campo, o meglio in azienda, dei Millenials, la generazione nata dopo gli anni ‘90.

Gestione e attrazione dei talenti: una priorità per crescere

Un‘altra sfida di rilievo che il mondo HR dovrà affrontare riguarda l‘attrazione e la gestione dei talenti.
 Secondo la survey i giovani si allontanano da settori poco attrattivi, retribuzioni e benefit non competitivi, aziende dalla scarsa brand reputation e da mancanza di politiche di employer branding, tant‘è che il 67% degli HR Director si focalizzerà su un piano strategico per colmare questa lacuna.

Già oggi, però, molte aziende non rinunciano a mettere in campo strategie mirate proprio a trattenere i talenti, affidando loro ogni mese nuovi compiti, offrendo continue opportunità di carriera nazionale ed internazionale, cercando di creare un ambiente di lavoro sereno e appealing.

La competizione per attrarre i talenti sarà quindi sempre più alta. Ed è irrinunciabile, per le Direzioni HR, restare al passo con i tempi, favorendo la formazione di un ambiente di lavoro capace di valorizzare le qualità delle sue risorse, coinvolgendole anche attraverso mezzi tecnologici innovativi che permettano loro di "fare rete" al di là delle barriere geografiche e funzionali.

Formazione professionale, benefit e opportunità di carriera

Ma quali sono i fattori che orientano la scelta dei dipendenti di cambiare o meno posto di lavoro? La prima motivazione continua a essere la formazione professionale garantita dall‘azienda (76%), segno di un rinnovato interesse per la propria crescita lavorativa, senza trascurare altri fattori come una migliore offerta economica (50%) e maggiori opportunità di carriera (31%), mentre chi decide di rimanere in azienda è spinto da un buon equilibrio vita-lavoro (44%) e dall‘apprezzamento per le proprie mansioni (36%). a sfida è cominciata. E le Risorse Umane sono (sempre più) in gioco.

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