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COACHING. Le aziende spostano l‘attenzione dalla formazione tradizionale a interventi personalizzati

L‘INNOVAZIONE PASSA DALL‘INDIVIDUO 

Per prendere buone decisioni sotto stress e gestire i continui e imprevedibili ostacoli, servono abilità che hanno a che fare con la consapevolezza del ruolo e con il potenziamento dei talenti delle singole persone

 

di Letizia Olivari, intervista a Susanna Gonnella 

 
Quanto si stanno diffondendo programmi di coaching a livello aziendale?
 
Molto, in tutti i settori, a condizione che si chiarisca bene cosa si intende per coaching e si aiuti l‘Azienda a definire i suoi obiettivi.
Le aziende devono affrontare il cambiamento, quindi il punto non è cambiare - perché sono costrette a farlo - ma è "come" mettere in campo azioni consapevoli. Secondo una delle ultime nostre ricerche di misurazione dell‘efficacia di percorsi di coaching (150 rispondenti tra Dirigenti e Manager di multinazionali), il 90% dichiara che il percorso è stato molto utile a livello professionale e ancora di più a livello personale. In particolare, per i Dirigenti/Manager il percorso di coaching individuale ha contribuito a: "cambiare la consapevolezza di sé" (75%) - "influenzare le scelte professionali future" (77%) - "stimolare il percorso di crescita professionale" (83%). Il 90% dei Dirigenti/Manager dichiara di aver raggiunto dei risultati apprezzabili. L‘80% di coloro ai quali le aziende hanno proposto di proseguire il percorso ne ha colto l‘opportunità, ne ha capito il vantaggio personale e non l‘ha considerato né un ulteriore task aziendale né un rewarding.
 

Quali sono i maggiori campi di utilizzo del coaching in azienda?


Sono molteplici i campi, così come le funzioni a cui il coaching può essere di supporto. Direi che è per chiunque debba gestire un cambiamento e intervenire per guidare l‘azienda al miglioramento continuo e al potenziamento delle persone. Le Aziende sono realtà complesse: da un lato la cultura formale, quella aziendale codificata nelle policy aziendali, dall‘altro quella informale, ovvero l‘azienda "nella testa delle persone": un tessuto di esperienze, storie, relazioni. Qual è il reale allineamento tra il "voluto" e il "percepito"? Qual è la consapevolezza del successo raggiunto? Come si consolidano i risultati? Come si potenziano le persone e come si guidano al cambiamento? 
Il nostro modello Mystery Coaching nasce da un approccio multidisciplinare contaminato da competenze, professioni e metodologie diverse. È un coaching legato al dato, puntuale, oggettivo e osservato nel contesto esatto in cui viene rilevato il bisogno. Ciò che ci contraddistingue è la capacità di misurare i fenomeni e di dargli una dimensione fattuale e concreta.
 

Quali le maggiori resistenze e le maggiori incomprensioni sul ruolo del coach?


È spesso una questione di etichette: occorre intendersi sulle parole e il significato attribuito alla parola "coaching". Dentro questa parola ci sono poi tutte le esperienze vissute con interlocutori differenti provenienti da scuole di pensiero diverse.
Le aziende pensano di avere al loro interno le competenze necessarie - e le possiedono - ma un soggetto esterno è in grado di restituire una fotografia della realtà senza filtri e senza condizionamenti: elementi che il soggetto interno "non vede più" perché calato nel contesto mentre "il Coach esterno si mette di fronte a te e ti restituisce semplicemente ciò che vede e che ti ha sentito dire". 
 
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